Sabato 22 febbraio, alle 15.00, sarò nella sala B del Buk di Modena insieme alle colleghe Nicoletta Stecconi (Ragnatele invisibili) e Laura Caputo (Il castello di san Michele) per una presentazione tutta in rosa!
Io sarò ovviamente sul posto con "Nelle mani della ribelle", ma ovviamente, e visto che di lì ad una settimana sarò anche a Varsavia, darò anche qualche anticipazione molto succolenta sulla prossima avventura polacca.
Non mancate!
sabato 25 gennaio 2014
lunedì 13 gennaio 2014
INIZIATIVE POPOLARI ECCESSIVE? E MENO MALE CHE IL POPOLO DECIDE!
Esattamente due giorni fa mi è capitato di leggere su Ticinonline un articolo che mi ha letteralmente mandato il sangue alla testa. Martin Ladtolt, presidente del Partito Borghese Democratico (PBD) non ha potuto fare a meno di chiedersi, giustificando il tutto come una provocazione, se a livello attuale non si facciano troppe iniziative popolari e solo per dar visibilità ai partiti.
Secondo il suo parere, queste iniziative, lanciate sia da destra sia da sinistra, compromettono la tranquillità del paese (mah, sicuro piuttosto che non sia quella del portafoglio?), oltre che minacciare l'economia che genera il gettito necessario di denaro per mandarlo avanti.
MA STIAMO SCHERZANDO?
La posizione del presidente in materia delle iniziative la trovo alquanto discutibile e fuori posto.
Da quello che ricordo, una delle caratteristiche della Svizzera si basa sul fatto che non è un sovrano, o un gruppo oligarchico, a decidere, ma IL POPOLO.
Tengo inoltre a sottolineare che prima che un'iniziativa passi attraverso la trafila e vada in fine tra le mani delle persone aventi il diritto di voto, passano una media tra i due e i tre anni.
Esempio concreto? L'iniziativa contro l'immigrazione di massa, che mira a reintrodurre i contingenti (per chi non lo sapesse, sarebbe un tetto massimo messo per gli stranieri) e un minimo di controllo in un mercato di lavoro (quello ticinese) ormai allo sbaraglio più totale, è passata infatti sul banco nel 2011, per poi essere messa al voto il 9 febbraio 2014.
Logico che poi nella busta di votazione arrivano fino a tre, se non addirittura quattro o cinque, oggetti su cui il popolo sovrano è chiamato ad esprimersi.
Inoltre pare che nel 2013 siano state proposte meno iniziative popolari rispetto agli altri anni.
Considerando non da ultimo l'andazzo che c'è ultimamente nel nostro cantone, visto non tanto come un collaboratore, ma come un baliaggio e una terra di conquista, ben vengano le iniziative popolari volte a migliorare la qualità di vita che, e non tutti hanno le fette di prosciutto sugli occhi, si è abbassata notevolmente nell'arco degli anni a causa di imprenditori spregiudicati, spesso impegnati anche in politica, che approfittando della libera circolazione hanno iniziato col assumere manodopera sottopagata, con stipendi corrisposti in euro e molto al di sotto del minimo salariale, causando dumping e una guerra tra i ticinesi, che si vedono aperte solo le strade della disoccupazione e dell'assistenza, con conseguenti costi sociali non da poco per il nostro cantone, e dall'altra dei lavoratori disperati che pur di guadagnarsi qualcosa, non esitano a farsi chilometri su chilometri e a sottostare a condizioni a dir poco spaventose.
Un altro motivo, per non dire un motivo chiaro, per mettere un SÌ sulla propria scheda di voto il 9 febbraio: far sì che il popolo mandi un segnale chiaro a questi imprenditori, a cui queste iniziative stanno dando molto fastidio, e con il solo intento di guadagnare a più non posso sulla pelle delle persone più deboli!
IL POPOLO È SOVRANO E IL POPOLO DECIDE, LIBERAMENTE, IL FUTURO SUO E DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE, NON POCHI ELETTI!
http://www.tio.ch/News/Svizzera/773101/Sono-necessarie-tutte-queste-iniziative/Mobile
Secondo il suo parere, queste iniziative, lanciate sia da destra sia da sinistra, compromettono la tranquillità del paese (mah, sicuro piuttosto che non sia quella del portafoglio?), oltre che minacciare l'economia che genera il gettito necessario di denaro per mandarlo avanti.
MA STIAMO SCHERZANDO?
La posizione del presidente in materia delle iniziative la trovo alquanto discutibile e fuori posto.
Da quello che ricordo, una delle caratteristiche della Svizzera si basa sul fatto che non è un sovrano, o un gruppo oligarchico, a decidere, ma IL POPOLO.
Tengo inoltre a sottolineare che prima che un'iniziativa passi attraverso la trafila e vada in fine tra le mani delle persone aventi il diritto di voto, passano una media tra i due e i tre anni.
Esempio concreto? L'iniziativa contro l'immigrazione di massa, che mira a reintrodurre i contingenti (per chi non lo sapesse, sarebbe un tetto massimo messo per gli stranieri) e un minimo di controllo in un mercato di lavoro (quello ticinese) ormai allo sbaraglio più totale, è passata infatti sul banco nel 2011, per poi essere messa al voto il 9 febbraio 2014.
Logico che poi nella busta di votazione arrivano fino a tre, se non addirittura quattro o cinque, oggetti su cui il popolo sovrano è chiamato ad esprimersi.
Inoltre pare che nel 2013 siano state proposte meno iniziative popolari rispetto agli altri anni.
Considerando non da ultimo l'andazzo che c'è ultimamente nel nostro cantone, visto non tanto come un collaboratore, ma come un baliaggio e una terra di conquista, ben vengano le iniziative popolari volte a migliorare la qualità di vita che, e non tutti hanno le fette di prosciutto sugli occhi, si è abbassata notevolmente nell'arco degli anni a causa di imprenditori spregiudicati, spesso impegnati anche in politica, che approfittando della libera circolazione hanno iniziato col assumere manodopera sottopagata, con stipendi corrisposti in euro e molto al di sotto del minimo salariale, causando dumping e una guerra tra i ticinesi, che si vedono aperte solo le strade della disoccupazione e dell'assistenza, con conseguenti costi sociali non da poco per il nostro cantone, e dall'altra dei lavoratori disperati che pur di guadagnarsi qualcosa, non esitano a farsi chilometri su chilometri e a sottostare a condizioni a dir poco spaventose.
Un altro motivo, per non dire un motivo chiaro, per mettere un SÌ sulla propria scheda di voto il 9 febbraio: far sì che il popolo mandi un segnale chiaro a questi imprenditori, a cui queste iniziative stanno dando molto fastidio, e con il solo intento di guadagnare a più non posso sulla pelle delle persone più deboli!
IL POPOLO È SOVRANO E IL POPOLO DECIDE, LIBERAMENTE, IL FUTURO SUO E DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE, NON POCHI ELETTI!
http://www.tio.ch/News/Svizzera/773101/Sono-necessarie-tutte-queste-iniziative/Mobile
martedì 7 gennaio 2014
SCRIVERE E LA SOTTILE ARTE DELLA "GAVETTA"
Ormai si sa, chi più chi meno, attori famosi, avvocati di grido, musicisti di talento e conosciuti in tutto il globo, scrittori che ci fanno sbavare, hanno iniziato da qualcosa che molti nel loro subconscio sembrano aver dimenticato: la gavetta.
Ma cos'è la gavetta in sostanza? Dal dizionario dei modi di dire del Corriere, trovato girovagando per la rete, mi sono imbattuta nella seguente definizione: "fare gavetta vuol dire entrare in un'attività con mansioni umili, ad un livello basso, salendo piano piano a tutte le fasi della carriera prevista".
Scrittevolmente parlando, soprattutto per quanto riguarda noi esordienti un pochino più "anzianotti", significa: essersi fatti un mazzo grosso così per farci conoscere e far conoscere insieme la nostra opera e quello che facciamo, e questo senza chiedere aiuto a nessuno (o al limite, un consiglio che ha scatenato l'illuminazione e una nostra successiva decisione).
Ecco perché, dopo l'ennesima domanda da parte di un esordiente (alquanto sprovveduto, oserei anche dire) che mi ha chiesto come fare a diventare uno scrittore conosciuto, e senza il minimo sforzo, ho deciso di scrivere questo articolo.
Innanzitutto, e questo rispondendo anche a qualche "invidioso di troppo" che pensa che mi sia fatta solo sulla base del mio nome, se al giorno d'oggi sono sempre in giro a far presentazioni (al punto che qualcuna ho dovuto persino rifiutarla, soprattutto perché ho anche un'università da portare avanti e da concludere), se sono uscita anche dai confini ticinesi e italiani per addentrarmi in quelli polacchi, se ci sono in cantiere un paio di progettini mica male e mi ritrovo con il secondo romanzo in fase di pubblicazione, è essenzialmente per i seguenti fattori:
1) Un sacco di sacrifici
2) Un sacco di lavoro
3) Un sacco di investimenti personali, anche economici, soprattutto per quanto riguarda le prime presentazioni
4) Un sacco di porte sbattute in faccia
5) Un sacco di rifiuti e di rospi ingoiati
6) Un sacco di sforzi
7) Un sacco di operazioni da PR che normalmente, questo nel caso di autori davvero grossi, fanno solo gli agenti letterari
8) Una discreta capacità di cogliere al volo le opportunità e di buttarsi nelle stesse anche a peso morto
9) Un pizzico di fortuna sfacciata
Tutte cose che ho fatto io in prima persona, e senza andare a chiedere allo scrittore di turno, più anziano, come ha fatto ad arrivare dove si trova. Ognuno, e questo penso che lo sappia anche un alieno proveniente da Marte, costruisce da sé il suo percorso, ed io stessa ho imparato sulla mia pellaccia che, ad eccezione di qualche consiglio che potrebbe essere utile per indirizzarci al meglio, siamo noi i padroni del nostro percorso artistico e non gli altri. Ma quello stesso percorso, alla fine del quale si trova la cosa che bramiamo più di ogni bene materiale esistente sul Pianeta, come tutte le strade che si rispettino, è irto di ostacoli e disseminato di buche.
Cosa fare a quel punto allora? Beh, le vie da percorrere sono essenzialmente due: o credi davvero nel tuo sogno e quindi ti butti a testa bassa per affrontare sia gli ostacoli sia le buche, sopportando tutto quello che ne può scaturire, anche i fallimenti e le delusioni, oppure rinunci già in principio...ma facendo così, rinunci anche al tuo sogno e, ed è anche probabile, alle occasioni che si potrebbero incontrare lungo il cammino.
Palle non ce ne sono, come neppure scorciatoie. Anche perché, noi possiamo farci raccontare dal collega più vecchio, o meglio ancora, dallo scrittore o dall'artista famoso com'è arrivato alla cima, ma se non ci azzardiamo noi per primi, anche facendo qualche passo falso o incassando qualche calcio ben assestato nei dentini, difficilmente raggiungeremo l'obiettivo e il nostro sogno.
La stessa Rowling in fondo, prima di diventare quella bestia sacra che conosciamo ed emulata da tutti gli esordienti (un po' come Tolkien), ha ricevuto non so quante porte sbattute in faccia e rifiuti anche da case editrici importanti, prima che una piccola CE decidesse di fare il grande salto e di pubblicare il primo dei sette libri di Harry Potter. Il resto ormai lo conosciamo perché è già storia.
Morale della favola: purtroppo, per quante domande si facciano, dagli altri artisti possiamo ricavare al limite dei consigli utili e che possano anche indirizzarci, ma il percorso dobbiamo costruircelo NOI.
È sempre stato così, la gavetta è sempre esistita, fin dai tempi di Adamo ed Eva, e sempre così sarà e sempre la gavetta esisterà, anche quando vorremmo evitarcelo/a perché siamo troppo pigri o troviamo più comodo cercare di rubare qualche pizzico di "fama e di fortuna" ad un altro (o ad un'altra) piuttosto che costruirci la nostra da zero e "sporcarci le mani" com'è giusto che sia.
Paperon de Paperoni insegna: per arrivare ad avere il nostro deposito piene di monete d'oro e di bei dollaroni, dobbiamo insozzarci le mani nel fango del Klondike, indi...far gavetta a più non posso e ricevere a nostra volta un bel po' di porte in faccia!
sabato 28 dicembre 2013
BASTA STARE ZITTI...QUANDO IL CORAGGIO PUÒ FARE DAVVERO LA DIFFERENZA!
In genere i gruppi su facebook ho iniziato ad evitarli come la peste bubbonica, anche perché poi mi ritrovo sempre la mail piena di notifiche e di aggiornamenti che puntualmente finiscono nella posta eliminata, ma stamattina ho avuto una piacevole sorpresa: quella di essere stata aggiunta ad un gruppo, fondato da ragazzi e ragazze più giovani di me, in cui ci sono davvero persone, anzi, TICINESI di tutte le età, con un solo grido e che è anche il nome del gruppo: BASTA STARE ZITTI, È UN NOSTRO DIRITTO AVERE UN LAVORO!
Il gruppo, che si dichiara apolitico e apartitico, nasce dal coraggio e dall'iniziativa di due ragazzi, Alex Conrad e Marco Chiffi, che il 27 dicembre si sono presentati anche sulla piazza Dante per un volantinaggio teso a sensibilizzare la popolazione su un problema serio, che i nostri politici e i capoccia delle aziende ticinesi conoscono bene, ma nei quali ci sguazzano a meraviglia, anche grazie al silenzio di molti residenti:
IL LICENZIAMENTO DELLA MANODOPERA DOMICILIATA E RESIDENTE A FAVORE DI ASSUNZIONI INDISCRIMINATE DI FRONTALIERI, SOTTOPAGATI, E CON I SOLITI QUATTRO O CINQUE CHE CI GUADAGNANO!!!!
La descrizione del gruppo parla da sé ed è molto chiara:
il gruppo nasce con lo scopo di dare voce a chi è disoccupato, a chi è in assistenza, a chi vede i propri parenti (o genitori, o la sorella, o il fratello, etc) a casa, a chi si è stufato di vedere 65mila frontalieri entrare ogni giorno, il bar pieno di residenti e/o cittadini svizzeri a far nulla ma che hanno voglia di lavorare. Per chi sta per finire gli studi o un apprendistato e non sa se troverà un posto di lavoro! Non stiamo chiedendo altro che lavorare! Non vogliamo rubare niente a nessuno!
Pretendiamo che ci venga dato quello che ci spetta di diritto! Basta continuare ad accettare questa situazione! Non c'è più limite, il popolo ticinese è stufo di vedersi licenziare e rifiutare candidature per poi dare il posto ai frontalieri! È arrivato il momento di fare un cambiamento perché questo cambiamento arrivi! Basta subire e stare zitti, dimostriamo a questo Stato che il popolo ne ha piene le palle! È arrivato il momento di agire e non soltanto parlarne al bar!
Diamo finalmente dei volti a queste voci che ormai si sentono ovunque!
E DATECI CIÒ CHE CI SPETTA DI DIRITTO!
Nessuno colpevolizza i frontalieri, tutti noi al loro posto lo faremmo, noi diamo la colpa a chi li assume e a chi su in governo, sicuro del suo posto di lavoro, non dice una A per difendere i diritti dei loro cittadini!
"Basta stare zitti, è un nostro diritto avere un lavoro!" è nato meno di un mese fa su facebook, ma già i giornali, tra i quali Teleticino e Tio, hanno puntato le telecamere e le loro penne sul gruppo perché quello che fa questo gruppo non è importante, ma non lo dovevano fare i nostri vecchi e i nostri politici tempo fa: NON ABBASSARE LA TESTA MA SEMMAI ALZARLA E INIZIARE A FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE!
BRAVI RAGAZZE E RAGAZZI, CONTINUATE/CONTINUIAMO COSÌ! FACCIAMOCI SENTIRE E METTIAMOCI LA FACCIA PER DIRE "BASTA STARE ZITTI, ANCHE NOI ABBIAMO DIRITTO AD UN LAVORO!"
Il gruppo, che si dichiara apolitico e apartitico, nasce dal coraggio e dall'iniziativa di due ragazzi, Alex Conrad e Marco Chiffi, che il 27 dicembre si sono presentati anche sulla piazza Dante per un volantinaggio teso a sensibilizzare la popolazione su un problema serio, che i nostri politici e i capoccia delle aziende ticinesi conoscono bene, ma nei quali ci sguazzano a meraviglia, anche grazie al silenzio di molti residenti:
IL LICENZIAMENTO DELLA MANODOPERA DOMICILIATA E RESIDENTE A FAVORE DI ASSUNZIONI INDISCRIMINATE DI FRONTALIERI, SOTTOPAGATI, E CON I SOLITI QUATTRO O CINQUE CHE CI GUADAGNANO!!!!
La descrizione del gruppo parla da sé ed è molto chiara:
il gruppo nasce con lo scopo di dare voce a chi è disoccupato, a chi è in assistenza, a chi vede i propri parenti (o genitori, o la sorella, o il fratello, etc) a casa, a chi si è stufato di vedere 65mila frontalieri entrare ogni giorno, il bar pieno di residenti e/o cittadini svizzeri a far nulla ma che hanno voglia di lavorare. Per chi sta per finire gli studi o un apprendistato e non sa se troverà un posto di lavoro! Non stiamo chiedendo altro che lavorare! Non vogliamo rubare niente a nessuno!
Pretendiamo che ci venga dato quello che ci spetta di diritto! Basta continuare ad accettare questa situazione! Non c'è più limite, il popolo ticinese è stufo di vedersi licenziare e rifiutare candidature per poi dare il posto ai frontalieri! È arrivato il momento di fare un cambiamento perché questo cambiamento arrivi! Basta subire e stare zitti, dimostriamo a questo Stato che il popolo ne ha piene le palle! È arrivato il momento di agire e non soltanto parlarne al bar!
Diamo finalmente dei volti a queste voci che ormai si sentono ovunque!
E DATECI CIÒ CHE CI SPETTA DI DIRITTO!
Nessuno colpevolizza i frontalieri, tutti noi al loro posto lo faremmo, noi diamo la colpa a chi li assume e a chi su in governo, sicuro del suo posto di lavoro, non dice una A per difendere i diritti dei loro cittadini!
"Basta stare zitti, è un nostro diritto avere un lavoro!" è nato meno di un mese fa su facebook, ma già i giornali, tra i quali Teleticino e Tio, hanno puntato le telecamere e le loro penne sul gruppo perché quello che fa questo gruppo non è importante, ma non lo dovevano fare i nostri vecchi e i nostri politici tempo fa: NON ABBASSARE LA TESTA MA SEMMAI ALZARLA E INIZIARE A FAR SENTIRE LA PROPRIA VOCE!
BRAVI RAGAZZE E RAGAZZI, CONTINUATE/CONTINUIAMO COSÌ! FACCIAMOCI SENTIRE E METTIAMOCI LA FACCIA PER DIRE "BASTA STARE ZITTI, ANCHE NOI ABBIAMO DIRITTO AD UN LAVORO!"
martedì 10 dicembre 2013
10 DICEMBRE 2013- INIZIANO UFFICIALMENTE I LAVORI PER "INNAMORATA DI UN CANTANTE"
Nemmeno il tempo di chiudere l'anno vecchio in bellezza, di festeggiare il Natale con panettone e spumante e di chiudere anche il primo giro del 2013 di "Fiocco Rosso" con gli altri artisti (e di iniziare anche gli esami universitari), che subito il mio editore si è messo in moto per la bozza della copertina di "Innamorata di un cantante", il prequel della mia ribelle, e insieme ragazza energica e moderna, Ambra Leoni.
Inutile dire che è stato come essere buttati giù dal letto di prima mattina...tu sei lì, sotto le coperte, bello acquattato e in piacevole letargo, poi però all'improvviso una sveglia birbante ti desta in un modo a dir poco brusco e ti spinge di nuovo a darti da fare, a raccogliere provviste, a prepararti per il nuovo parto.
Eh sì, esordiente come me o già conosciuto, la vita dell'autore non è quella che si dice una vita oziosa e facile: è una vita fatta di scadenze, di lavori che rimangono in pausa un mese perché l'ispirazione, olé, decide che non ne può più di te e se na va in vacanza ai Caraibi, di risvegli bruschi ed anche di parecchio stress...ma è anche una vita che mi sta dando tante soddisfazioni, che mi sta facendo conoscere da vicino molte persone, che mi sta facendo viaggiare, in senso fisico stavolta e non solo con la mente e con il cuore, in paesi e in realtà molto differenti e che mai avrei immaginato di toccare. E allora vediamo come prosegue la nascita, e la pubblicazione in un certo senso lo è, di questo nuovo capitolo dedicato ai BlackShark, al loro mondo e a cinque donne straordinarie che incroceranno il loro cammino...straordinarie come lo sono le donne e le ragazze che leggono il mio blog, a volte saltuariarmente, a volte in modo regolare, che interagiscono con me su facebook e che mi hanno incontrata in occasione di presentazioni o di eventi veri e propri dedicati al nuovo progetto "Fiocco Rosso". Perché forse non l'avrò detto, ma la serie "I love rock'n'roll" è anche questo: un omaggio alla donna, al suo carattere e alle incredibili sfumature della sua personalità.
Francesca Orelli
Inutile dire che è stato come essere buttati giù dal letto di prima mattina...tu sei lì, sotto le coperte, bello acquattato e in piacevole letargo, poi però all'improvviso una sveglia birbante ti desta in un modo a dir poco brusco e ti spinge di nuovo a darti da fare, a raccogliere provviste, a prepararti per il nuovo parto.
Eh sì, esordiente come me o già conosciuto, la vita dell'autore non è quella che si dice una vita oziosa e facile: è una vita fatta di scadenze, di lavori che rimangono in pausa un mese perché l'ispirazione, olé, decide che non ne può più di te e se na va in vacanza ai Caraibi, di risvegli bruschi ed anche di parecchio stress...ma è anche una vita che mi sta dando tante soddisfazioni, che mi sta facendo conoscere da vicino molte persone, che mi sta facendo viaggiare, in senso fisico stavolta e non solo con la mente e con il cuore, in paesi e in realtà molto differenti e che mai avrei immaginato di toccare. E allora vediamo come prosegue la nascita, e la pubblicazione in un certo senso lo è, di questo nuovo capitolo dedicato ai BlackShark, al loro mondo e a cinque donne straordinarie che incroceranno il loro cammino...straordinarie come lo sono le donne e le ragazze che leggono il mio blog, a volte saltuariarmente, a volte in modo regolare, che interagiscono con me su facebook e che mi hanno incontrata in occasione di presentazioni o di eventi veri e propri dedicati al nuovo progetto "Fiocco Rosso". Perché forse non l'avrò detto, ma la serie "I love rock'n'roll" è anche questo: un omaggio alla donna, al suo carattere e alle incredibili sfumature della sua personalità.
Francesca Orelli
Etichette:
Innamorata di un cantante
Ubicazione:
Milan, Italie
lunedì 11 novembre 2013
GIORGIO ORELLI-OMAGGIO AD UN GRANDE
"Dal buffo buio
Dal buffo buio
sotto una falda della mia giacca
tu dici: "Io vedo l'acqua
d'un fiume che si chiama Ticino
lo riconosco dai sassi
Vedo il sole che è un fuoco
e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
Devo dire una cosa alla tua ascella
una cosa pochissimo da ridere
Che neve bizantina
Sento un rumore un odore di strano
c'e' qualcosa che non funziona?
forse l'ucchetto, non so
ma forse mi confondo con prima
Pensa: se io fossi una rana
quest'anno morirei"
"Vedi gli ossiuri? gli ussari? gli ossimori?
Vedi i topi andarsene compunti
dal Centro Storico verso il Governo? "
"Vedo due che si occhiano
Vedo la sveglia che ci guarda in ginocchio
Vedo un fiore che c'era il vento
Vedo un morto ferito
Vedo il pennello dei tempi dei tempi
il tuo giovine pennello da barba
Vedo un battello morbido
Vedo te ma non come attraverso
il cono del gelato"
"E poi?"
"Vedo una cosa che comincia per GN"
"Cosa?"
"Gnente"
("Era solo per dirti che son qui,
solo per salutarti")"
Dal buffo buio
sotto una falda della mia giacca
tu dici: "Io vedo l'acqua
d'un fiume che si chiama Ticino
lo riconosco dai sassi
Vedo il sole che è un fuoco
e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
Devo dire una cosa alla tua ascella
una cosa pochissimo da ridere
Che neve bizantina
Sento un rumore un odore di strano
c'e' qualcosa che non funziona?
forse l'ucchetto, non so
ma forse mi confondo con prima
Pensa: se io fossi una rana
quest'anno morirei"
"Vedi gli ossiuri? gli ussari? gli ossimori?
Vedi i topi andarsene compunti
dal Centro Storico verso il Governo? "
"Vedo due che si occhiano
Vedo la sveglia che ci guarda in ginocchio
Vedo un fiore che c'era il vento
Vedo un morto ferito
Vedo il pennello dei tempi dei tempi
il tuo giovine pennello da barba
Vedo un battello morbido
Vedo te ma non come attraverso
il cono del gelato"
"E poi?"
"Vedo una cosa che comincia per GN"
"Cosa?"
"Gnente"
("Era solo per dirti che son qui,
solo per salutarti")"
(Giorgio Orelli-Sinopie)
Ieri il tempo per me si è fermato. E nello stesso tempo, ricordando quello che avevo sentito a proposito di Giorgio da una mia parente, è anche proseguito. Giorgio Orelli è volato con la sua penna, penna che ha consegnato molti capolavori e che i critici hanno definito "post ermetica", nella notte di san Martino, quando tutto tace e il mondo si riscopre nella sua dimensione più vera, quella della notte e del silenzio.
Per me Giorgio non era solo "uno di famiglia". Come Giovanni, fin da quando ho iniziato a muovere i primi passi timidi nel mondo della scrittura, è stato, ed è tuttora, uno dei miei esempi cardini. Di lui, e questo ricordando in particolare la sua raccolta di poesie "Il collo dell'anitra", apprezzavo quella complessità nello stile che esaltava anche le cose più semplici, dagli affetti agli oggetti del nostro quotidiano, e che ha fatto sì che il nostro piccolo canton Ticino si facesse conoscere anche fuori dai confini. Insieme al cugino Giovanni, ha saputo dare bellezza e rendere il dialetto ticinese una lingua letteraria, una cosa che non era mai capitata con nessun altro dialetto. Come Giovanni era figlio di Bedretto, e della Leventina, che nella sua asprezza e nel suo rigore, soprattutto quello dell'inverno, sa essere anche generosa a chi sa conoscerla.
Come non ricordare inoltre il suo impegno come critico letterario. Attraverso di lui, i grandi autori del calibro di Petrarca, Montale, Dante, tornavano a vivere, e questo ha fatto sì che molti degli allievi che lo hanno avuto, siano arrivati con il tempo ad amarlo molto. Sono rare infatti le persone che, attraverso la parola, stimolano e nello stesso tempo aprono la mente a chi ancora non conosce quell'autore.
Come non ricordare inoltre non solo i riconoscimenti, numerosi, che ha ricevuto in vita, ma anche quello che ha dato al canton Ticino e alla sua gente, sia attraverso i suoi libri che attraverso la sua personalità, che mia nonna, parlandomene per la prima volta, ha definito "gioiosa, sensibile e molto semplici", come gioiose, sensibili e molto semplici lo sono le sue poesie. Eppure, proprio in quella loro semplicità, hanno saputo parlare per più di trent'anni e di sicuro continueranno a parlare ora che Giorgio non è più in questo mondo.
"Verba volant, scripta manent" dicevano i latini...ed io non posso che ringraziare questo familiare, questo mito, questo esempio, per tutto quello che ha consegnato e che rimarrà per sempre.
Grazie ancora Giorgio...anche se sono ancora all'inizio del mio percorso, ti prometto che non appena raggiungerò la dovuta "maturità letteraria", cercherò per quanto possibile di portare avanti quello che hai lasciato dietro il tuo cammino. Un abbraccio silenzioso.
domenica 3 novembre 2013
FIOCCO ROSSO PER SOCCORSO D'INVERNO E PROGETTO MENTORING CON FRANCESCA ORELLI, SPINNING JAMY E DREAM ON-29 NOVEMBRE 2013, LOCARNO
Tra la fine della stesura della bozza del terzo romanzo dedicato ai BlackShark, la nascita del nuovo blog dedicato alla musica rock e al metal e la vita universitaria in quel di Milano, io e Stefania Arceri, responsabile dell'associazione culturale Onda ReAttiva, abbiamo cominciato anche ad organizzare il terzo appuntamento "Fiocco Rosso", che si terrà venerdì 29 novembre a partire dalle 17 presso la biblioteca cantonale di Locarno.
Dopo l'esperienza momò e luganese, il progetto sta crescendo e maturando sempre di più, e stavolta possiamo dire che quello di Locarno sarà forse il primo evento che sarà fatto secondo uno schema che si è dimostrato vincente e che è stato costruito poco per volta, mattone dopo mattone: l'evento artistico in sé, la presentazioni delle due associazioni sostenute da parte di due volontari, i momenti di incontro, la consegna delle "scatole magiche" da parte degli artisti. Questi sono solo alcuni dei momenti che abbiamo vissuto insieme, sia noi come comunità artistica che il pubblico che ci ha seguiti, e che riproporremo per la prima volta nel Sopraceneri.
Il progetto di questo nuovo evento è ancora in fase di elaborazione, ma una cosa possiamo già rivelarla: stavolta faremo qualcosa di più grande. Ci sarà infatti non solo la presentazione ufficiale del Fiocco Rosso e dell'Associazione culturale "Onda ReAttiva", ma anche un doppio concerto acustico in cui si alterneranno ben due gruppi partecipanti al progetto, diversissimi tra di loro: i Dream On, tributo ai Gotthard di Asti già presente a Mendrisio e a Lugano, e gli Spinning Jamy, gruppo alternative rock che dopo aver condiviso il palco dell'openair Palagnedra con Davide van de Sfroos, in questi giorni ha suonato per la prima volta fuori dai confini ticinesi, presso l'Ebrietas di Zurigo, dove hanno trovato un pubblico molto caloroso ad accoglierli.
Dopo l'esperienza momò e luganese, il progetto sta crescendo e maturando sempre di più, e stavolta possiamo dire che quello di Locarno sarà forse il primo evento che sarà fatto secondo uno schema che si è dimostrato vincente e che è stato costruito poco per volta, mattone dopo mattone: l'evento artistico in sé, la presentazioni delle due associazioni sostenute da parte di due volontari, i momenti di incontro, la consegna delle "scatole magiche" da parte degli artisti. Questi sono solo alcuni dei momenti che abbiamo vissuto insieme, sia noi come comunità artistica che il pubblico che ci ha seguiti, e che riproporremo per la prima volta nel Sopraceneri.
Il progetto di questo nuovo evento è ancora in fase di elaborazione, ma una cosa possiamo già rivelarla: stavolta faremo qualcosa di più grande. Ci sarà infatti non solo la presentazione ufficiale del Fiocco Rosso e dell'Associazione culturale "Onda ReAttiva", ma anche un doppio concerto acustico in cui si alterneranno ben due gruppi partecipanti al progetto, diversissimi tra di loro: i Dream On, tributo ai Gotthard di Asti già presente a Mendrisio e a Lugano, e gli Spinning Jamy, gruppo alternative rock che dopo aver condiviso il palco dell'openair Palagnedra con Davide van de Sfroos, in questi giorni ha suonato per la prima volta fuori dai confini ticinesi, presso l'Ebrietas di Zurigo, dove hanno trovato un pubblico molto caloroso ad accoglierli.
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