lunedì 11 novembre 2013

GIORGIO ORELLI-OMAGGIO AD UN GRANDE

"Dal buffo buio

Dal buffo buio
sotto una falda della mia giacca
tu dici: "Io vedo l'acqua
d'un fiume che si chiama Ticino
lo riconosco dai sassi
Vedo il sole che è un fuoco
e se lo tocchi con senza guanti ti scotti
Devo dire una cosa alla tua ascella
una cosa pochissimo da ridere
Che neve bizantina
Sento un rumore un odore di strano
c'e' qualcosa che non funziona?
forse l'ucchetto, non so
ma forse mi confondo con prima
Pensa: se io fossi una rana
quest'anno morirei"

"Vedi gli ossiuri? gli ussari? gli ossimori?
Vedi i topi andarsene compunti
dal Centro Storico verso il Governo? "

"Vedo due che si occhiano
Vedo la sveglia che ci guarda in ginocchio
Vedo un fiore che c'era il vento
Vedo un morto ferito
Vedo il pennello dei tempi dei tempi
il tuo giovine pennello da barba
Vedo un battello morbido
Vedo te ma non come attraverso
il cono del gelato"

"E poi?"
"Vedo una cosa che comincia per GN"
"Cosa?"
"Gnente"

("Era solo per dirti che son qui,
solo per salutarti")"

(Giorgio Orelli-Sinopie)


Ieri il tempo per me si è fermato. E nello stesso tempo, ricordando quello che avevo sentito a proposito di Giorgio da una mia parente, è anche proseguito. Giorgio Orelli è volato con la sua penna, penna che ha consegnato molti capolavori e che i critici hanno definito "post ermetica", nella notte di san Martino, quando tutto tace e il mondo si riscopre nella sua dimensione più vera, quella della notte e del silenzio.

Per me Giorgio non era solo "uno di famiglia". Come Giovanni, fin da quando ho iniziato a muovere i primi passi timidi nel mondo della scrittura, è stato, ed è tuttora, uno dei miei esempi cardini. Di lui, e questo ricordando in particolare la sua raccolta di poesie "Il collo dell'anitra", apprezzavo quella complessità nello stile che esaltava anche le cose più semplici, dagli affetti agli oggetti del nostro quotidiano, e che ha fatto sì che il nostro piccolo canton Ticino si facesse conoscere anche fuori dai confini. Insieme al cugino Giovanni, ha saputo dare bellezza e rendere il dialetto ticinese una lingua letteraria, una cosa che non era mai capitata con nessun altro dialetto. Come Giovanni era figlio di Bedretto, e della Leventina, che nella sua asprezza e nel suo rigore, soprattutto quello dell'inverno, sa essere anche generosa a chi sa conoscerla.

Come non ricordare inoltre il suo impegno come critico letterario. Attraverso di lui, i grandi autori del calibro di Petrarca, Montale, Dante, tornavano a vivere, e questo ha fatto sì che molti degli allievi che lo hanno avuto, siano arrivati con il tempo ad amarlo molto. Sono rare infatti le persone che, attraverso la parola, stimolano e nello stesso tempo aprono la mente a chi ancora non conosce quell'autore.

Come non ricordare inoltre non solo i riconoscimenti, numerosi, che ha ricevuto in vita, ma anche quello che ha dato al canton Ticino e alla sua gente, sia attraverso i suoi libri che attraverso la sua personalità, che mia nonna, parlandomene per la prima volta, ha definito "gioiosa, sensibile e molto semplici", come gioiose, sensibili e molto semplici lo sono le sue poesie. Eppure, proprio in quella loro semplicità, hanno saputo parlare per più di trent'anni e di sicuro continueranno a parlare ora che Giorgio non è più in questo mondo.

"Verba volant, scripta manent" dicevano i latini...ed io non posso che ringraziare questo familiare, questo mito, questo esempio, per tutto quello che ha consegnato e che rimarrà per sempre.

Grazie ancora Giorgio...anche se sono ancora all'inizio del mio percorso, ti prometto che non appena raggiungerò la dovuta "maturità letteraria", cercherò per quanto possibile di portare avanti quello che hai lasciato dietro il tuo cammino. Un abbraccio silenzioso.



domenica 3 novembre 2013

FIOCCO ROSSO PER SOCCORSO D'INVERNO E PROGETTO MENTORING CON FRANCESCA ORELLI, SPINNING JAMY E DREAM ON-29 NOVEMBRE 2013, LOCARNO

Tra la fine della stesura della bozza del terzo romanzo dedicato ai BlackShark, la nascita del nuovo blog dedicato alla musica rock e al metal e la vita universitaria in quel di Milano, io e Stefania Arceri, responsabile dell'associazione culturale Onda ReAttiva, abbiamo cominciato anche ad organizzare il terzo appuntamento "Fiocco Rosso", che si terrà venerdì 29 novembre a partire dalle 17 presso la biblioteca cantonale di Locarno.

Dopo l'esperienza momò e luganese, il progetto sta crescendo e maturando sempre di più, e stavolta possiamo dire che quello di Locarno sarà forse il primo evento che sarà fatto secondo uno schema che si è dimostrato vincente e che è stato costruito poco per volta, mattone dopo mattone: l'evento artistico in sé, la presentazioni delle due associazioni sostenute da parte di due volontari, i momenti di incontro, la consegna delle "scatole magiche" da parte degli artisti. Questi sono solo alcuni dei momenti che abbiamo vissuto insieme, sia noi come comunità artistica che il pubblico che ci ha seguiti, e che riproporremo per la prima volta nel Sopraceneri.

Il progetto di questo nuovo evento è ancora in fase di elaborazione, ma una cosa possiamo già rivelarla: stavolta faremo qualcosa di più grande. Ci sarà infatti non solo la presentazione ufficiale del Fiocco Rosso e dell'Associazione culturale "Onda ReAttiva", ma anche un doppio concerto acustico in cui si alterneranno ben due gruppi partecipanti al progetto, diversissimi tra di loro: i Dream On, tributo ai Gotthard di Asti già presente a Mendrisio e a Lugano, e gli Spinning Jamy, gruppo alternative rock che dopo aver condiviso il palco dell'openair Palagnedra con Davide van de Sfroos, in questi giorni ha suonato per la prima volta fuori dai confini ticinesi, presso l'Ebrietas di Zurigo, dove hanno trovato un pubblico molto caloroso ad accoglierli.


mercoledì 30 ottobre 2013

Elisa s.Amore: quando in fondo non vale proprio la pen(n)a sparare sulle ambulanze

Normalmente preferisco "evitare" di scrivere articoli di questo tenore, anche perché in genere guai, se un'autrice si leva contro un'altra autrice viene tacciata subito di essere invidiosa del suo successo o cosucce di questo genere.

Quello però a cui ho assistito ha a dir poco dell'incredibile: un'esordiente si è permessa di insultare e di parlare male nel suo gruppo "chiuso" su facebook di un'altra autrice, senza permetterle di difendersi, cosa che ha scatenato non pochi malumori. Dato che questa mia collega è una persona molto corretta, ha chiesto all'esordiente in questione sulla sua bacheca di palesarsi per vedere di risolvere l'impiccio...
Nemmeno l'avesse fatto...Elisa s.Amore, l'esordiente che ha scritto un libro che è stato recensito a più riprese in modo molto negativo anche su due blog molto importanti (Sognando&Leggendo e Believing), è subito intervenuta, arrivando ad insultarla pubblicamente, a prenderla in giro e a prendere in giro anche i lettori che avevano letto il suo libro. Una cosa che ho trovato raccapricciante, anche perché già parlare male alle spalle di una persona e senza darle la possibilità di difendersi è un comportamento a dir poco discutibile, ma arrivare al punto da intervenire in una discussione, negare tutto pubblicamente (anche se ci sono diversi testimoni che hanno visto il post in questione) e in più attaccare l'autrice, le blogger, i lettori presenti, beh, direi che è ancora più discutibile, e questo tenendo anche conto del fatto che quest'esordiente è una donna di trent'anni, sposata, quindi teoricamente un pochino più di sale in zucca dovrebbe avercelo.

Il bello però è arrivato dopo: dato che ero stanca di leggere i suoi insulti rivolti a questa mia collega di penna, sono intervenuta, fino a dirle una parola che l'ha toccata: vigliacca.
E toccata l'ha toccata, visto che in men che non si dica l'Amore ha segnalato il mio commento ed io mi sono ritrovata con un blocco di 12 ore da parte di facebook. E su quello stesso social ogni giorno transitano commenti e immagini che meriterebbero davvero la segnalazione, ma chissà perché mai una volta i suoi autori sono stati bloccati.

Scaduto il blocco, alquanto inferocita, sono andata a cercare il gruppo per cantargliene quattro...e con mia grande sorpresa, ho visto che il gruppo era sparito. Mi sembrava un po' strano che l'avesse cancellato, quindi ho subito pensato (e secondo me ho anche ragione) che l'Amore ha cambiato ancora la privacy, passando da chiuso a segreto. In questo modo può sparlare indisturbata con le sue protette di questa e di quell'altra autrice e senza che qualche "non appartenente alla sua cerchia" vada a dirle che non è corretto farlo.

Sono inoltre rimasta molto basita dal fatto che nonostante le accuse e gli insulti iniziali siano proprio partiti da Elisa s.Amore, un blog che consideravo serio come "Romanticamente fantasy" si sia schierato dalla parte di quest'autrice in quanto blog della Nord, arrivando a bollare tutti quegli autori che non hanno pubblicato con le grosse case editrici (a pagamento, perché l'Amore ha sborsato la bellezza di 20'000 euro per il marketing) come pseudo autori o autori frustrati.

Una mancanza di rispetto che trovo alquanto grave, in quanto come lettrice mi è capitato di avvicinare dei piccoli autori, che non hanno pubblicato con delle grosse CE, che hanno scritto libri stupendi e degni di essere letti. Al contrario mi è altresì capitato di legger libri di grosse case editrici che facevano a dir poco pena, con editing inesistenti e con scrittori (quasi sempre italiani) che sembravano farsi beffe del lettore.

Ma in fondo di che mi stupisco? Viviamo in un tempo in cui le grandi case editrici non cercano più il talento nell'autore, ma il suo denaro, arrivando poi a fare una figuraccia con i lettori che si vedono propinate giorno dopo giorno immani schifezze che arrivano dove arrivano perché sono spinte dai soldi (dell'autore).

Dai, ma in fondo vale proprio la pen(n)a sparare sulle ambulanze?


lunedì 28 ottobre 2013

Autopostale e Arl: quando la maleducazione corre sui mezzi pubblici.

Mi è capitato a più riprese di parlare nel mio blog a proposito dell'alto tasso di disoccupazione che abbiamo nel canton Ticino, soprattutto tra i giovani tra i 15 e i 24 anni, che dalle ultime informazioni recepite tramite i giornali e la radio pare che sia arrivato alla soglia del 40% (possibile? Se è per questo allora, siamo messi addirittura peggio dell'Italia e della Spagna).

Negli uffici di disoccupazione presenti sul territorio, come anche nei gruppi facebook dedicati alla ricerca del lavoro, spesso e volentieri mi capita di incontrare miei coetanei o addirittura più giovani o più in là con gli anni, i quali sebbene abbiano una formazione alle spalle, non riescono a trovare lavoro, e questo anche se durante l'apprendistato o l'università hanno fatto anche diversi stage pratici e in più possiedono nel loro bagaglio culturale non solo le lingue nazionali (tedesco e francese), ma anche un livello più che ottimale della lingua inglese.
Penso soprattutto al caso di tre persone che conosco, tutte residenti nel cantone, e che si ritrovano in questa situazione: una ha fatto la Supsi, si è formata come webmaster, eppure malgrado non sia un campo propriamente "occupato oltre il limite", ora sta prendendo in considerazione l'idea di un nuovo apprendistato perché non riesce proprio a trovare un posto che la assuma; un'altra, malgrado una formazione d'ufficio e la conoscenza ottimale delle lingue nazionali, si trova a dover dipendere dall'ufficio dell'assistenza; l'ultimo invece, meccanico d'auto formato, si è reinventato manovale...peccato che nonostante ora abbia un posto, tra pochi mesi si ritroverà di nuovo in disoccupazione, perché il posto di lavoro è solo "momentaneo".
Queste persone, pur se differenti tra di loro, hanno qualcosa in comune: una voglia allucinante di lavorare, di mettersi al servizio della società e delle persone che ne fanno parte, ma purtroppo finora non hanno trovato un'azienda disposta ad assumerle.

Viceversa, nel mese di settembre, mi è capitato di essere protagonista di due episodi molto antipatici, che hanno coinvolto due grandi aziende (ARL e Autopostale) e due "lavoratori" che proprio, pur ricevendo una buona paga (un autista di un mezzo pubblico da noi prende una tra media di 4500-5000 franchi al mese, se non addirittura 6000), non avevano voglia di farne. Uno lo vedevo già da anni sui bus: mai un sorriso, mai una parola gentile, e per estrapolargli anche un "buongiorno", sembrava cheil cliente dovesse usare il trapano del dentista. L'altro invece era la prima volta che lo vedevo: sembrava una persona coscienziosa, e invece, e questo lo leggerete nell'articolo seguente, guardate cos'ha combinato.

Piccola premessa per il lettore: i due episodi sono accaduti veramente, ne sono stata protagonista, e negli stessi non c'è nulla di inventato. Di solito prima non lo specificavo, anche perché mi sembrava una cosa fin troppo logica per non dire lampante, ma visto che ci sono stati di recente anche dei commenti in materia, beh, a questo punto la precisazione era decisamente d'obbligo.

Caso 1: il 3 settembre 2013, erano le 16.40 del pomeriggio, lungo la strada che da Vacallo porta a Castel san Pietro, mi ritrovo ad aspettare il bus alla fermata di Vacallo san Simone. Arriva l'autopostale: di solito, gli autisti aprono (e hanno anche l'obbligo di aprire, perché sul retro potrebbe dover salire una donna con la carrozzina, mentre sul davanti una scolaresca) sia davanti sia dietro, anche perché al contrario dei bus e delle metropolitane che circolano in Italia, qui non c'è l'obbligo di aprire solo le porte sul retro né tanto meno un divieto chiaro per le persone di scendere davanti. Nonostante questo dato di fatto e malgrado sia già in posizione alla fermata per salire davanti, non appena arriva il bus, l'autista in questione apre solo la parte sul retro.
Salgo, e qui tutto normale. Ad un certo punto, stiamo quasi per arrivare a Castel san Pietro, faccio per scendere quando l'autista inizia ad insultarmi in modo molto pesante, manco avessi fatto qualcosa di sbagliato o qualche danno sul bus, fino al punto da uscirsene fuori con la frase <<Via, via, basta, ci dai fastidio!>> (avete in mente come certe persone trattano il proprio cane? Stessa maniera).
Per la cronaca, non avevo fatto niente di male, fuorché alzarmi per iniziare a scendere dal bus.

Come ha reagito poi l'azienda (Autopostale) quando, giustamente, ho inviato il reclamo?

Non ha preso un provvedimento che sia uno verso l'autista, che oltretutto ha negato l'accaduto, ed io (una cliente del servizio in questione) non ho ricevuto nemmeno uno "scusa" o qualcosa che gli si avvicini.

E INTANTO FUORI DA QUELLA STESSA AZIENDA CI SONO MOLTI DISOCCUPATI, VOLENTEROSI E CHE NON DESIDERANO ALTRO CHE UN POSTO DI LAVORO, CHE UCCIDEREBBERO PER QUEL POSTO.

Caso 2: questo è successo in Capriasca, nello specifico a Tesserete, con un autista dell'ARL. Normalmente il bus per Lugano al sabato parte ogni ora, alle x.30. Alle x.25 l'autista arriva in modo normale alla fermata.
Io salgo, mancano ancora 5 minuti alla partenza. Alle x.30 il bus non è ancora partito.
Alle x.32 siamo ancora fermi a Tesserete, sono già due minuti di ritardo. Mi giro verso l'autista...in quel momento mi accorgo che ha un tablet, ma non sta facendo telefonate, nossignori: sta giocando a CandyCrush su facebook! Alle x.34, e con un treno che parte alle x.58 da Lugano (e per arrivarci ci vogliono più di venti minuti, traffico permettendo) e che se non prendo mi ritroverò ad aspettare un'ora a Mendrisio per il bus, faccio notare la cosa all'autista. Manco lo avessi fatto: l'autista in questione inizia ad attaccarmi in modo pesante, arrivando a farmi notare qualcosa a proposito di un giornale che c'era sul bus e a cui avevo dato una lettura svelta prima di rimetterlo al suo posto per l'utente successivo, poi alle x.35 finalmente partiamo (con 5 minuti di ritardo) e con il "lavoratore" in questione che per tutta la durata del viaggio non fa altro che lamentarsi per quell'osservazione. Arriviamo a Lugano ed io devo fare una corsa della miseria per riuscire a prendere il treno per Mendrisio.

Morale della favola?

Come mi è già capitato di vedere alle piscine di Chiasso, dove la signora della cassa, nonostante la colonna di clienti rabbiosi formatasi, continuava a giocare imperterrita allo stesso giochino, a quanto pare è più importante finire il livello di Candy Crush piuttosto che svolgere il proprio lavoro!

E INTANTO FUORI DA QUELLA STESSA AZIENDA CI SONO MOLTI DISOCCUPATI, VOLENTEROSI E CHE NON DESIDERANO ALTRO CHE UN POSTO DI LAVORO, CHE UCCIDEREBBERO PER QUEL POSTO.

Per concludere...io adesso vorrei fare una domanda molto chiara ai direttori delle aziende in questione, Autopostale e ARL, per capire un po' (ed anche al comune di Chiasso, visto che nell'articolo ho anche accennato una scena reale a cui mi è capitato di assistere ad agosto 2013): ma con tutti i disoccupati che ci sono in giro nel canton Ticino, perché insistete a dare un posto di lavoro a delle persone che, da quello che ho visto, non gliene frega assolutamente nulla e in più trattano i vostri clienti come se fossero delle scarpe vecchie? Solo perché chiedono poco? Solo perché sono dei pensionati che al limite chiedono il costo di un caffè?
Rimanendo in attesa delle vostre risposte, vi ricordo che di fuori ci sono tante persone che davvero, farebbero carte false per lavorare presso di voi, ma chissà perché per voi sono come inesistenti in quanto vivono stabilmente nel canton Ticino e qui pagano le tasse e la cassa malati.

PREFERITE GIOCARE AL RISPARMIO E AL RIBASSO DELLO STIPENDIO ANZICHÈ ASSUMERE DELLE PERSONE QUALIFICATE? BENISSIMO, POI PERÒ NON STUPITEVI SE VI RITROVATE CON CLIENTI ARRABBIATISSIMI, CHE SI LAMENTANO DELLA SCARSITÀ DEI SERVIZI O CHE SCRIVONO DELLA COSA IN RETE PERCHÈ VOI PREFERITE LAVARVENE LE MANI O DAR RETTA ALLE MENZOGNE CHE RACCONTA IL VOSTRO DIPENDENTE PER SALVARSI IL CADREGHINO!








venerdì 25 ottobre 2013

Fiocco Rosso...il progetto nel concreto a distanza di un mese

Devo ammetterlo, "Fiocco Rosso" all'inizio è stata una sfida: chi mai infatti avrebbe immaginato che una persona, da sola e senza alle spalle un'organizzazione che la sostenesse, fosse in grado non solo di organizzare degli eventi sul territorio ticinese, ma anche di coordinare una comunità di artisti, l'uno diverso dall'altro, e di gestire i rapporti di "Public relations" con le associazioni o i progetti?
Sembrava una missione impossibile, per non dire altamente improponibile.

Ma a distanza di un mese, posso dire di essere molto soddisfatta, non solo per l'evidente interesse e curiosità che il Fiocco ha suscitato, e suscita tuttora, negli artisti, ma anche nei giornalisti e nelle persone che, poco per volta, si stanno avvicinando a questi eventi e a questa comunità artistica.
A circa un mese dalla sua nascita non solo si sta creando un bel giro (ci sono infatti sì i quattro artisti ufficiali, ma anche gli artisti che lo sostengono con la loro presenza sulla pagina di facebook), ma abbiamo anche ottenuto dei risultati non da poco: a conti fatti tra la ricostruzione di Moglia, il Tavolino Magico, l'associazione Armònia e l'ACIF, siamo riusciti a donare tramite questi eventi la bellezza di quasi 300 franchi.
Nel fare i conti e nell'ammettere questo risultato a dir poco sensazionale per me, e questo tenendo conto che il "Fiocco Rosso" è ancora un bambino che ha iniziato a muovere da poco i primi passi, non posso che ringraziare tutte quelle persone che hanno creduto in me come "colonna portante" di questo progetto, ma soprattutto negli artisti che via via, e sempre gratuitamente, hanno accettato di prestarsi a questo "gioco della solidarietà", di dare la loro totale fiducia e di lavorare insieme per dare una mano concreta al canton Ticino ed anche alla vicina penisola.

Che dire poi del rapporto con le associazioni e i progetti...inizialmente siamo andati un po' così, come dei bambini curiosi ma ancora inesperti, ma adesso posso dire che si è creato davvero una bella fusione mentale, fisica e sociale anche su quel lato. Prendo il caso dell'associazione Armònia, giusto per dare l'esempio: come progetto eravamo partiti con l'intento di sollevare un po' le donne dalle spese della casa, ma abbiamo finito per fare qualcosa ancora di piu' grande e di importante con i soldini che abbiamo raccolto il 18 ottobre a Mendrisio: permettere all'associazione di acquistare un dolce per Natale per tutti i bambini (e sono tanti) presenti all'interno di questa infrastruttura protetta. Per quanto riguarda le altre associazioni che stiamo via via contattando per sostenerle tramite questi eventi "Fiocco Rosso", posso dire che a distanza di un mese, un'altra cosa che mi riempie di gioia, è vedere come reagiscono, la loro gioia nel vedere come ci avviciniamo a loro, e con noi anche le nostre arti, con garbo e con gentilezza per dare una mano senza chiedere nulla in cambio, se non dare un po' di felicità a qualcuno che ne ha bisogno.

Il prossimo appuntamento con il Fiocco Rosso si terrà il 29 novembre, dalle 17 alle 20, presso la biblioteca cantonale di Locarno. Ci sarò io a presentare "Nelle mani della ribelle", e con me ci saranno non uno, ma ben DUE gruppi che si esibiranno in un doppio acustico. Ma non è tutto: i gruppi saranno i veri protagonisti, insieme  a me, di questo nuovo appuntamento. Volete scoprire il perché?
Bene, allora vi aspettiamo a questo nuovo evento e appuntamento con la solidarietà. E per chi ancora non ci conosce, sappia che in genere a questi eventi succede sempre qualcosa...


mercoledì 16 ottobre 2013

Francesca Orelli: LE MIE SCOPERTE MUSICALI: DIESEL 23

Francesca Orelli: LE MIE SCOPERTE MUSICALI: DIESEL 23:   DIESEL 23 (ROCK MELODICO)-SVIZZERA       Nonostante i miei sensi siano ancora abbastanza ottenebrati dalla fondue "alquan...

LE MIE SCOPERTE MUSICALI: DIESEL 23

 
DIESEL 23 (ROCK MELODICO)-SVIZZERA
 
 
 
Nonostante i miei sensi siano ancora abbastanza ottenebrati dalla fondue "alquanto alcoolica" che mi sono concessa solo poche ore fa, sono riuscita comunque a riprendermi un po' per parlare di uno dei gruppi che ho scoperto al Rock'n'Bonsai e che hanno destato molto il mio interesse non solo per la capacità artistica dimostrata, ma anche per quella umana che ho potuto apprezzare non solo durante la serata, ma anche nel dopo: i Diesel 23, rockband dal cuore melodico, che nella serata del terzo anniversario della scomparsa di Steve Lee ho avuto modo di ascoltare e di vedere per la prima volta.

Il gruppo in sé è attivo da poco più di un anno, anche se i musicisti che ne fanno parte hanno un fior fiore di esperienze alle spalle e collaborazioni con gruppi del calibro di Tinturia, Troll e Amii Steward, e nello svolgimento del suo lavoro artistico e musicale ha eletto come propria ispirazione qualcosa di a dir poco particolare: il Diesel, che come ben sappiamo rispetto alla "normo benzina" è più lento. Ma è proprio questa lentezza "scelta" che fa sì che i pezzi proposti dai Diesel 23 non solo siano precisi a livello musicale, ma anche di qualità eccelsa.
E quel 23? Beh, devo dire che di tutto il nome, oltre al Diesel, è stata la scelta che mi ha più incuriosita, ma che è stata subito soddisfatta dal cantante Umberto Alongi: il nome della band infatti è stato scelto il 23 maggio alle ore 23. Da qui la decisione finale di aggiungere quel 23 finale.

Andranno anche a Diesel, saranno lenti, precisi, ma decisamente di strada ne hanno fatta in poco più di un anno e mezzo: diversi concerti sparsi su tutto il territorio ticinese, ai quali si aggiunge un padrinato d'eccezione nella figura del chitarrista dei Gotthard Leo Leoni, e un album dal titolo molto significativo "Last Chance" (ultima possibilità). Come mi ha raccontato il cantante della band, questo titolo riassume un po' delle situazioni in cui, chi più chi meno, ci siamo ritrovati a che fare almeno una volta nella nostra vita: ultima possibilità di fare sul serio, ultima possibilità di recuperare un amore (e qui devo dire che mi riconosco anche abbastanza nei temi, visto che chi più chi meno, i libri della serie "I love Rock'n'Roll" trattano questi temi al di là dello scopo di scrivere dei romance in cui sia però presente anche un pizzico di romanzo sociale, uno di diario di viaggio e uno ancora di giallo), ultima possibilità di recuperare una vita, quando la stessa la si è sprecata magari in malomodo tra vizi ed eccessi di ogni genere. Oltre che titolo del disco, è anche il titolo di una canzone presente al suo interno.

Parlando dell'album un po' più a fondo, all'interno dello stesso ci saranno otto tracce musicali inedite, anzi, forse anche dieci, e con un'unica cover dedicata ai Gotthard ("One Life, One Soul", stupenda e che ho già sentito a Lugano). Ma per la gioia degli impazienti, prima dell'album ufficiale uscirà il singolo "Between Angels and Demons" scritta da Umberto Alongi, con musiche di Michel Lorenzi e arrangiamenti dell'autore e del chitarrista e leader Ivan Santangelo.

E per quanto riguarda i progetti futuri? Beh, dopo un minitour di successo che li ha portati in Sicilia, in questo periodo i Diesel 23 si stanno anche creando dei contatti per un minitour in Campania, e perché no, anche degli impegni lavorativi all'estero. Ce la faranno questi rockers dal cuore grande e con la passione per la musica fatta a regola d'arte? Io direi proprio di sì!

Contatti per concerti, tour, altre proposte e iniziative (feste, matrimoni, eventi aziendali):

email: info@diesel23.ch

numeri di telefono

Ivan: 0041792182219

Umberto: 0041766750411